Riflessioni su un mercato mondiale che guarda con interesse agli sport invernali. Con le Olimpiadi del 2020 Pechino diventerà la prima città al mondo ad aver ospitato sia l’edizione estiva che invernale di un Olimpiade.

Numeri straordinari per una nazione potenzialmente senza rivali dal punto di vista finanziario. Che si parli di turismo o qualsiasi altro settore i cinesi,si sa,dispongono di numeri con i quali è forse inutile tentare di rapportarsi o avanzare timidi confronti. Vale la pena però soffermarsi sul fenomeno per capire se dal punto di vista turistico esistono opportunità da cogliere.

Le ultime vicissitudini provenienti anche dal mondo calcistico (probabilmente solo il connettore con altri business di maggiore interesse)dimostrano una voltaancorache ci troviamo di fronte ad uno strapotere economico difficilmente arrestabile. Tutte da dimostrare invece le capacità tecniche ed ilknowhowdel Paese asiatico; competenze che, se non in loro possesso, i cinesi possono e intendono acquistare. Già da alcuni anni infatti il mercato cinese ha mostrato attenzione al turismo invernale sul quale non può(per evidenti motivi) vantare grandi competenze (a Pechino non c’è la neve e le competizioni si svolgeranno a 200 km di distanza). Piccola, ma significativatestimonianza dell’interesse sul fenomeno degli sport invernaliè l’esperienza della stessaturismOKche ha recentemente elaborato per conto di una nota azienda di impianti a fune una relazione sul mercato della neve, analisi poi presentata in un seminario tenutosi all’Università dello sport e del turismo di Pechino.

Ma quanto pesa il mercato cinese in Italia ed in Valle d’Aosta nel settore turistico? Esiste la possibilità di ipotizzare un percorso di crescita strategica su questo mercato,ma soprattutto ne varrebbe la pena? Può una micro regione come la nostra far arrivare la sua voce così lontano? I numeri che costituiscono oggi l’offerta turistica valdostana sono tali da far pensare che forse basterebbe rafforzare l’interesse delle vicine regioni per consentire la massima occupazione delle strutture. Andare lontano ha poi quasi sempre dimostrato che il rapporto tra investimenti e ritorni in termini di flussi turistici sono quasi sempre stati deludenti.

Per tentare di dare delle risposte abbiamo condotto un’analisi basata su autorevoli fonti come Banca d’Italia,la stessa RAVA, TTG, ENIT, World Bank Dataed il centro studi di turismOK.

Tra i primi elementi di riflessione è interessante notare che in rapporto all’Italia, la Valle d’Aosta registra un più significativo aumento delle presenze cinesi. Chiaramente la consistenza del mercato della grande Cina in Valle d’Aosta è in valori assoluti piuttosto debole e pari a poco più di 5.500 mila presenze, un’incidenza percentuale che si attesta intorno al 1,31% delle presenze straniere registrate nella nostra regione. Negli ultimi 5 anni i turisti cinesi in Italia si sono invece attestati intorno ai 4,5 milioni di presenze.

presenze turisti cinesi in VDA

In Italia quindi l’incidenza della domanda turistica cinese si abbassa ulteriormente e scende ben oltre sotto il punto percentuale (0,41%). Il turismo cinese ha però assunto nella nostra nazione una nuova connotazione che interessa l’arco alpino, sebbene di minore impatto rispetto a quella tradizionale incentrata sulle “icone cult” delle grandi città italiane quali Roma, Firenze, Milano e Napoli. In particolare, questa nuova propensione dei turisti provenienti dalla Cina a interessarsi sia alle attività invernali, sia a quelle estive anche se in misura minore, è dovuto sia ad un aumento generale della ricchezza pro capite (2010: 4.560,51 USD pro capite – 2016: 8.123,18 USD pro capite), sia ad un possibile interesse legato proprio alle olimpiadi invernali che si svolgeranno a Pechino nel 2022.

peso % presenze cinesi

Nei grafici che seguono si evince con più chiarezza l’aumento delle presenze cinesi in Valle d’Aosta a fronte di una sostanziale stagnazione della situazione italiana. In riferimento a 2012 appare evidente la movimentazione registrata in particolar modo negli ultimi 4 anni.

Dati sui turisti cinesi in Valle d'Aosta

In Valle d’Aosta peraltro la presenza del mercato cinese sembrerebbe insistere su periodi storicamente difficili per la nostra regione come le stagioni intermedie e lo stesso dicembre che, se depennato delle festività, rappresenta spesso una grande punto interrogativo.

Dati sui turisti cinesi in Valle d'Aosta

Probabilmente a livello turistico i vantaggi reali che la nostra regione potrebbe averne sarebbero piuttosto irrisori,tuttavia il mercato cinese è un’opportunità che va monitorata. È bene che i mercati a lungo raggio rimangano di interesse strategico per l’Italia,tuttavia un’attenta osservazione di comportamenti e abitudini degli ospiti cinesi potrebbe risultare un interessante vantaggio competitivo per un domani. Non è un caso che la vicina Svizzera si sia già mossa in questo senso. Visitate il sito web di turismOK per approfondimenti su queste ed altre indagini.