Ingressi ai siti culturali archeologici e ai castelli della Valle d’Aosta 2020: una breve analisi dell’anno del COVID

L’analisi del fenomeno turistico non si ferma ai soli dati degli arrivi e delle presenze turistiche e l’Osservatorio si impegna in ogni analisi a fornire una visione ampia e complessiva del fenomeno stesso. Analizzare il turismo mediante l’accesso ai castelli e ai siti culturali è un esempio di come si possa comprendere il turismo sotto un differente punto di vista.

La buona presenza di risorse culturali di epoche differenti, dai resti megalitici alle testimonianze storiche del periodo romano, ai diversi castelli di epoca medioevale presenti su tutto il territorio valdostano, permettono la raccolta di numerose informazioni, prime fra tutte quelle relative agli accessi ai siti.
Se nel 2019 le persone che hanno scelto di visitare i diversi siti culturali valdostani sono stati pari a circa 525.000 (fonte: RAVA), nel 2020 si è avuta un’inflessione negativa prevedibile di circa il 44%, scendendo a circa 293.000 visite ai siti culturali nel loro complesso.

Focalizzandosi sui mesi estivi gli accessi da giugno ad agosto sono diminuiti di circa il 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma con valori promettenti per i mesi estivi fino a fine settembre. Segno che, nonostante l’emergenza sanitaria, i turisti non hanno voluto mancare l’appuntamento con la cultura che la Valle d’Aosta può offrire, con una diminuzione, in media, per i mesi da luglio a settembre (ovvero, nei mesi di completa apertura dei confini regionali) pari al -12%.

Accessi ai siti culturali e castelli della Valle d'Aosta 2019 2020

Infine, focalizzandosi sulle due categorie analizzate, si può notare come ci sia stata una inflessione negativa maggiore per i siti archeologici (-49% di visite) comparando l’intero anno 2020 rispetto al precedente:

Variazione percentuale degli accessi annuali 2020 su 2019 dei castelli e siti culturali

Nonostante il periodo di pandemia, e sebbene le restrizioni agli spostamenti, si è potuto notare come, durante il periodo estivo nel quale si è avuto un allentamento delle misure, i turisti non hanno tardato ad approfittare della possibilità di visitare l’offerta culturale che la Valle d’Aosta è in grado di erogare. Nello specifico i mesi di luglio, agosto e settembre hanno mostrato una diminuzione dell’attività degli enti culturali regionali in misura nettamente inferiore rispetto al resto dell’anno e proprio durante la riapertura dei confini regionali.

In poche righe non possiamo essere esaustivi e dare una fotografia completa della situazione del turismo, ma crediamo fortemente che i dati possano aiutare a migliorare l’offerta e ad indirizzare le scelte imprenditoriali degli operatori di questo importante settore.

Il turismo può essere analizzato sotto differenti sfaccettature e i dati ci aiutano a comprenderlo in maniera più approfondita: l’analisi degli accessi alla Valle d’Aosta tramite i varchi regionali, l’elaborazione dei dati sugli ingressi ai siti culturali archeologici e ai castelli, quelli relativi al numero di turisti italiani e stranieri e sulla loro permanenza. Tutti aspetti di uno stesso fenomeno da monitorare per scoprire andamenti latenti all’occhio non esperto.

Tali informazioni raccolte ed elaborate dall’Osservatorio turistico della Valle d’Aosta, come molte altre possedute, permettono un’analisi più completa del fenomeno turistico valdostano, necessari a delineare un quadro il più completo possibile e dal quale evincere possibili futuri sviluppi.

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