L'Osservatorio turistico della Valle d'Aosta, nell’ottica di una visione plurima e più allargata possibile del turismo e dei suoi attori, ha avviato per la prima volta un’indagine di mercato inerente i commercianti di noleggio di attrezzature sportive. Un’indagine che permette di ottenere dettagli di operatori turistici meno in primo piano ma fondamentali alla costruzione dell’offerta turistica regionale.

Nella corrente indagine ci si è occupati di elaborare i dati ottenuti in special modo dai noleggi di attrezzature sportive per i mesi di aprile e maggio 2021.

Il campione raggiunto è stato sufficientemente rappresentativo della totalità dei noleggi: sono stati 22 i rispondenti (pari a circa il 15% del totale censito dall’Osservatorio Turistico), equamente ripartiti per tipologia, categoria e comprensorio turistico.

Il risultato dell’elaborazione viene presentato dividendo in tre parti l’analisi fra domande specifiche relative al noleggio stesso e una restante parte sulla tipologia e sulle preferenze del cliente tipo, concludendo con alcune richieste in merito al periodo di epidemia.

L’obiettivo è stato quello di comprendere se e come la pandemia abbia modificato le abitudini e i comportamenti di acquisto.

I comprensori del Monte Cervino e di Aosta e dintorni rappresentano esattamente i luoghi dove operano il 50% dei rispondenti. La restante metà si suddivide fra i rimanenti ad esclusione di quello del Gran San Bernardo, nel quale non è stato possibile raggiungere alcuna attività.

Comprensorio di operazione del noleggio

Per comprendere meglio la struttura interna delle attività di noleggio, una domanda importante ha riguardato il numero di addetti: tramite tale informazione è possibile comprendere la dimensione aziendale più frequente. Nel caso specifico, oltre il 70% degli intervistati ha impiega da1 a 3 addetti, mostrando come buona parte sia di piccole dimensioni.

Allo stesso modo si è indagato circa la formula di noleggio proposto alla clientela: ad ore, giornaliero, settimanale, mensile o stagionale. Tranne che per il noleggio ad ore, nel quale prevale la percentuale di attività che non consentono tale tipo di noleggio, nelle restanti tutti gli intervistati tendono ad offrire il range più ampio possibile di tipologia di affitto delle attrezzature. Ciò potrebbe anche implicare che il mercato che richiede tale tipo di servizio abbia la propensione, dal punto di vista turistico, a permanere sul territorio per un periodo di tempo che va dalla giornata singola all’intera settimana.

Tipologia di noleggio proposto

Al tipo di noleggio segue poi il tipo di attrezzatura disponibile da poter noleggiare. Come si può notare, si ha una forte propensione ad attrezzature quali lo snowboard, il materiale per bambini e le ciaspole. Mezzi quali le Bike tendono ad essere meno offerte al pubblico, a differenze dei pari elettrici che seguono il trend economico del momento e che crescono costantemente. Le attrezzature di sci di fondo e di sci alpinismo risultano altrettanto facilmente reperibili (anche se non in tutti i casi).

Attrezzatura da noleggiare

Una parte non trascurabile dei noleggi sono i servizi aggiuntivi offerti alla clientela come ad esempio la preparazione e affilature delle lamine, la sciolinatura e l’impronta, necessarie per disporre di una strumentazione adeguata e sicura.

Tipologia di servizi offerti dal noleggio

Più nello specifico, si è anche chiesto se i noleggi intervistati avessero a disposizione apparecchiature elettroniche per il controllo degli attacchi degli sci, fattore molto importante per mantenere un adeguato livello di sicurezza nel loro impiego. Solo una percentuale residua di intervistati pari a circa il 30% ha dichiarato di possederne, mentre il restante 70% non ne ha disponibilità. Tale aspetto potrebbe essere dovuto alle ridotte dimensioni di oltre la metà dei noleggi intervistati.

Per comprendere anche il grado di ricambio dell’attrezzatura, si è chiesto agli intervistati di fornire una percentuale indicativa di investimento medio annuo rispetto al fatturato per rifornirsi di nuova strumentazione. Circa il 65% degli operatori destina a questa finalità una cifra fra il 10 e il 30% del proprio fatturato annuo con lo scopo di mantenere il più possibile aggiornate il parco attrezzature e fornendo quindi un servizio di qualità verso i propri clienti.

Investimento annuo in nuova attrezzatura

Trattandosi di attività prevalentemente rivolte a sport invernali, in termini di aperture, i mesi freddi hanno un peso maggiore rispetto alle altre stagioni: i noleggi tendono a restare aperti nel 100% dei casi. Anche la stagione estiva, a partire dal mese di giugno e fino a quello di settembre vede una media del 70% delle attività che rimangono aperte.

Periodo di aperture mensili dei noleggi

A causa proprio dell’emergenza sanitaria e dei momenti di stop all’attività sciistica e turistica valdostana, si può ben immaginare che le perdite di fatturato siano state ingenti per la quasi totalità delle attività legate al settore.

COMUNICAZIONE AZIENDALE

Il 70% degli intervistati dichiara di essere in possesso di un sito web, il 100% di chi possiede un sito web offre anche la possibilità di poter noleggiare direttamente online tutto il materiale.

E in termini di comunicazione? Poco meno del 60% ha dichiarato di fare azioni di marketing o di comunicare verso l’esterno il proprio lavoro, mentre rimane elevata la percentuale di coloro che non hanno stabilito nessuna attività di promozione.

Di coloro che svolgono attivamente comunicazione, il canale principalmente utilizzato è quello dei Social o del sito web personale. Altri mezzi quali il volantinaggio presso gli uffici del turismo o l’utilizzo di riviste specializzate hanno un impatto non del tutto marginale anche se viene impiegato da poco più del 20% del totale.

Canali di comunicazione aziendale dei noleggi

TIPOLOGIA DI CLIENTELA

In media la percentuale di clientela straniera si attesta intorno al 35% del totale per circa il 60% dei rispondenti tale tipologia di clientela rappresenta meno del 30% di quella totale. Solamente il 18% ha dichiarato una incidenza di oltre il 70% della propria clientela ordinaria.

Percentuale di clientela straniera dei noleggi

L’80% circa dei negozi di noleggio ha a disposizione materiale per bambini, sottolineando come una importante fetta degli avventori classici sia probabilmente di tipo familiare.

Dopodiché, in termini di durata del noleggio, un periodo uguale o superiore ai 5 giorni sembra essere il preferito, stabilendo come la clientela dimostri una propensione a soggiorni di breve o media durata, che necessita di attrezzature per circa una settimana.

E in termini di spesa, si nota come la spesa media si aggiri fra i 50 e i 150 euro secondo quanto riportato da circa il 70% dei rispondenti.

Spesa media del cliente straniero

Diversa è la situazione riguardo la clientela italiana. I noleggianti vedono il cliente medio nazionale tra i meno spendenti, anche se questo potrebbe essere dovuto al minor periodo di permanenza che l’acquirente italiano decide di trascorrere in Valle d’Aosta, o perché si tratta di soggetti già residenti sul territorio valdostano.

Spesa media del cliente italiano nei noleggi

IL PERIODO DELLA PANDEMIA COVID-19

Infine, concentrandosi sul periodo della pandemia, alcune domande si sono incentrate sulle differenze che possono esserci state fra la fase precedente allo scoppio dell’epidemia e quello attuale.

Rispetto all’inverno 2019, quasi l’80% ha visto un calo tanto nell’attrezzatura noleggiata che, di conseguenza, nei risultati economici. È positivo sottolineare che circa 1/4 dei noleggianti, nonostante la situazione epidemiologica, sia comunque riuscita a mantenere buone performance economiche.

Qualità dei risultati economici rispetto all'inverno 2019 nei noleggi

Per valutare complessivamente l’impatto economico dovuto alle chiusure forzate, chi ha visto un numero decisamente minore di clienti e un fatturato a seguire altrettanto ridotto, ha dichiarato che le perdite (in almeno il 63% degli intervistati) hanno raggiunto punte di oltre il 90%.

Aumento o calo rispetto all'inverno 2019 dei noleggi

In poche righe non possiamo essere esaustivi e dare una fotografica completa della situazione del comparto ma crediamo fortemente che i dati possano aiutare a migliorare l’offerta e ad indirizzare le scelte imprenditoriali degli operatori di questo importante settore alpino regionale. Nonostante la particolarità dell’anno 2020 e i periodi di totale chiusura di molte attività, il monitoraggio del settore turistico valdostano da parte dell’Osservatorio non si è interrotto; crediamo alla necessità e importanza dei dati per acquisire conoscenza e raggiungere un grado di certezza maggiore nelle proprie scelte quotidiane.

Disponiamo di molti dati sui flussi delle aziende turistiche, statistiche sugli operatori del ricettivo, studi sulle caratteristiche dei turisti e molte altre analisi in campo turistico-ricettivo.

I dati sono messi a disposizione di investitori e analisti che volessero approfondire la tematica anche grazie ai servizi annessi di  turismOK, azienda di management & marketing turistico titolare del marchio Osservatorio turistico della Valle d’Aosta.

Per conoscere tutti i dati turistici della Valle d’Aosta potete approfondire qui.